Figli e genitori al tempo del COVID-19, alcune riflessioni sul tempo

In questo periodo di “vacanza” forzata ci soffermiamo più frequentemente a riflettere su quanto sta accadendo e soprattutto su come, grandi e piccoli, possano gestire il loro tempo, ora smisuratamente più libero ma nello stesso tempo più incerto e limitato nello spazio.

Vorremmo condividere alcuni nostri pensieri con i genitori ed in particolare con i ragazzi.

Partiamo dai ragazzi

Sicuramente, dopo la fase iniziale di “euforia” per un periodo di vacanza inaspettato avete cominciato ad avvertire una sensazione di incertezza e di perdita di punti di riferimento: orari scolastici ben chiari e definiti, impegni di studio e di svago (sport, gioco, amici) ben strutturati… e così via.

Ora invece vi trovate a dover gestire le vostre giornate da soli o quasi: pensate che questa può diventare occasione di crescita e di conquista di una vostra maggiore autonomia. Da solo ce la posso fare!

E allora proviamo a pensare ad una giornata “tipo”: sicuramente vi è concessa una “sveglia” un po’ più tranquilla ma non restate a poltrire nel letto inutilmente. Una buona colazione, un po’ di movimento in casa o nei giardinetti vicini e poi il tempo dello studio, almeno due ore. È probabile che i vostri insegnanti abbiano provveduto ad indicarvi dei compiti: cominciate da quelli, distribuendoli nel tempo e alternando le varie materie. Ad esempio un’ora di esercizi di matematica e poi passate ad altro, italiano, storia, inglese.

Se invece non avete ricevuto indicazioni precise fatevi aiutare a ricostruire il punto della situazione scolastica: dove siamo arrivati, che cosa mi conviene ripassare o ripetere, che cosa mi piacerebbe fare di nuovo. Scorrete il programma che vi era stato indicato per il quadrimestre e provate ad organizzarvi.

Programmate la vostra settimana in modo da distribuire le attività su più giorni ricorrendo ad esempio al diario, come facevate a scuola.

Ricordate che, per apprendere, le esercitazioni sono necessarie; se ben eseguite vi accorgerete che pian piano acquisterete alcuni automatismi, ad esempio in matematica o in grammatica. Ma non bastano gli esercizi: ancora più importante sarà dedicare un po’ di tempo a ripensare e a riflettere. Potrebbe servirvi tenere una specie di “diario” dei vostri impegni quotidiani, ma anche delle vostre emozioni, che potrete raccontare o “disegnare” e rileggere ad un famigliare o ad un amico. Ancora più utile potrebbe essere la stesura di testi quali riassunti, schemi, mappe concettuali che possono aiutarvi a perfezionare lo studio delle varie discipline.

  • Dopo il pranzo un po’ di relax: qualche gioco, un po’ di lettura, un po’ di musica, qualche scambio a distanza con i vostri amici.
  • Nel pomeriggio dedicatevi a qualche attività più leggera: disegno, pittura, bricolage, lettura, un buon documentario alla TV.  Date spazio ai vostri interessi, sempre finalizzandoli a qualche cosa di utile oltre che piacevole.
  • Alla sera provate a raccontare ai vostri genitori come avete trascorso la giornata e soprattutto fate con loro il punto del programma svolto, ripetendo quanto avete studiato ed appreso (vi servirà per consolidare la conoscenza)

Vi sentirete gratificati per non aver sprecato il vostro tempo e per essere riusciti a organizzarvi da soli.

Ed ora qualche riflessione con e per i genitori

In qualità di adulti probabilmente riusciamo ad affrontare ciò che sta accadendo con maggiore razionalità. Inoltre, preoccupati oltre che per la salute dei nostri cari, anche per tutti i problemi pratici che ci sono piovuti addosso, viviamo le giornate cercando di organizzare al meglio la nostra vita, affettiva e lavorativa.

La scuola, in questa situazione, si sta rivelando quanto mai essenziale per la nostra organizzazione famigliare e soprattutto per i nostri figli.  Ma la realtà ci sta chiedendo anche uno sforzo per sostenerli, poiché in modo diverso, per età, scolarità e carattere essi avvertono la gravità del momento, forse hanno timore, certo sono disorientati e richiedono da voi un’attenzione diversa.

Proviamo a riflettere: fino a qualche settimana fa i nostri ragazzi avevano giornate piene e scandite: scuola, compiti, sport, amici… ora niente di tutto ciò, almeno per un po’. È un’occasione per loro di imparare una gestione più autonoma del proprio tempo e di sapersi organizzare anche da soli, compatibilmente e proporzionalmente alla età e al corso di studi. Accompagnateli in questo percorso di crescita, da vicino ma senza sostituirvi a loro. Qualche strumento lo possiedono: l’abitudine ad una scansione settimanale degli impegni scolastici, le indicazioni che ricevono dalla scuola. Date loro fiducia ed ascoltate i loro dubbi. Spronateli, se necessario, a mantenersi attivi e propositivi; l’ozio va evitato anche perché non produce alcunché e genera insoddisfazione e frustrazione.

A proposito: è positivo che i docenti si mobilitino per essere in contatto con i loro studenti, non solo per una pura convenienza didattica ma soprattutto perché dimostrano che “pensano a loro”, che essi sono nei loro pensieri e che la relazione tra insegnante e alunno non si è interrotta, anzi, si è fortificata e in qualche caso ammorbidita, a dispetto del virus che circola. Per dirla con studiosi della materia la relazione “continua ad esistere tra le due componenti anche se non sono fisicamente vicine”

Questo tempo un po’ “sospeso”, incerto, strano, può servire a consolidare le loro conoscenze. Le esercitazioni che senza dubbio ricevono dai loro insegnanti sono importanti, vanno viste come uno strumento per ritornare su argomenti studiati, per acquisire degli automatismi e delle sicurezze, non come imposizioni, anche se talvolta possono essere persino eccessive e ripetitive. È uno studio diverso ora; non ci sono interrogazioni o verifiche per il momento; sono i ragazzi che devono diventare consapevoli dei loro apprendimenti e capaci di guidare il proprio percorso.

Ci piacerebbe, noi di TANDEM, riuscire a dialogare con voi, a distanza certamente e a rispondere alle vostre richieste, scolastiche e genitoriali, per superare insieme questo periodo buio ed incerto.

A cura della Dott.ssa Germana Boffo
Pedagogista
Scuola TANDEM Torino

Leave a Reply

Privacy Policy